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EMERGENZA

Posted by on 16 Gen, 2018 in All, Articoli | 0 comments

EMERGENZA

Dobbiamo proprio ammetterlo, siamo d’accordo con quanti si dicono esterrefatti circa l’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco Nicola Alemanno per abuso edilizio: ci saremmo aspettati infatti un intervento più tempestivo da parte della Procura, magari per una delle tante segnalazioni che da quattro anni tentiamo di porre all’attenzione. Ma tant’è, l’importante era iniziare. Prima di ricordare a quali segnalazioni facciamo riferimento, scendiamo nel dettaglio della vicenda “CASA ANCARANO”. Come da convenzione n. 340 del 07 luglio 2017 trattasi di un “edificio con superficie pari a 650 mq che si sviluppa su un unico livello fuori terra ed è costituito da una unità immobiliare destinata a spazio polivalente di Protezione Civile e presidio di sicurezza.” Attraverso l’ordinanza n. 762 del 01 agosto 2017 il sindaco ne ha disposto “l’installazione temporanea per tutto il periodo connesso allo stato di emergenza” rifacendosi alla deroga contemplata nell’articolo 3 comma 5 dell’ordinanza 394 che escluderebbe l’applicazione dell’articolo 13 della Legge 394 del 06 dicembre 1991 ovvero il rilascio di un nulla osta da parte dell’Ente Parco necessario per nuove opere all’interno del parco medesimo. In realtà, sembrerebbe che tale nulla osta fosse stato preventivamente richiesto all’Ente il quale , nel dare parere negativo, avrebbe indicato un sito alternativo non lontano dal luogo dell’attuale cantiere. Di fronte a tale ostacolo pertanto, il sindaco ha pensato di rifarsi alla provvisorietà del fabbricato, ma come è possibile a fronte di tali costi e dimensioni? Ed ancora, come può definirsi temporaneo un presidio di sicurezza in una zona interessata da eventi sismici secolari? Nessuno contesta l’utilità dell’opera, l’ordinanza di Protezione Civile n. 460 del 15 giugno 2017 all’articolo 9 comma 1 infatti non contrasta in alcun modo la creazione di un “luogo di aggregazione in prossimità ed a servizio della popolazione alloggiata presso le SAE” purché valga il principio di provvisorietà oppure “la struttura sia finalizzata a operazioni di soccorso, alla messa in sicurezza di beni danneggiati, al ricovero della popolazione o a garantire la continuità dei servizi pubblici e del culto.” Il sindaco in recenti interviste ha minimizzato l’episodio affermando testualmente che “non si tratta di chissà quale reato, ma semplicemente della diversa interpretazione di una norma”. Ebbene Egli mente sapendo di mentire! In primo luogo perché sa di aver artatamente aggirato la legge eludendo la mancata concessione del nulla osta ad edificare con una norma inapplicabile. In secondo luogo perché a nostro modesto parere i reati si configurano eccome. L’art.142 del D. Lgs. 42/04 indica tra le aree tutelate per legge con vincolo paesaggistico, i parchi e  le riserve regionali. Chi intende intervenire su tali beni necessita di tre autorizzazioni: paesaggistica, permesso di costruire e nulla osta del Parco. La prima è emessa dallo Sportello Unico Edilizia del Comune, previo parere della Soprintendenza, il secondo dal suddetto sportello e il terzo dall’Ente Parco. Pertanto se si edifica su tali zone senza autorizzazioni, si commette un duplice illecito: urbanistico e ambientale. Ai fini sanzionatori si rilevano le seguenti norme: art. 734 codice penale, art. 180 e 181 D. Lgs. 42 del 22 gennaio 2004, art. 44 lettera c Decreto Presidente della Repubblica n. 380 del 6 giugno 2001 nonché art. 650 codice penale. Senza scendere nel dettaglio, tali violazioni comportano pene pecuniarie fino ad € 52.645,00 unitamente alla reclusione per un massimo di anni 4. Giova ricordare che i nostri amministratori sono evidentemente inclini a certi episodi; appena tre mesi prima del sisma (maggio 2016) il sindaco Alemanno ed il vice sindaco Altavilla sono stati iscritti nel registro degli indagati per uno sbancamento senza progetto ne autorizzazioni in un area vincolata presso località colle dell’Annunziata. Chissà...

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Cari Terremotati

Posted by on 7 Set, 2017 in All, Articoli, Flash | 1 comment

Cari Terremotati

Credevamo che l’eccezionale evento che ha colpito la nostra comunità avesse sconvolto e modificato le vite di ciascuno cancellando completamente o almeno in parte usi e abitudini. I nostri amministratori al contrario, hanno mantenuto se non implementato certe inclinazioni soprattutto in tema di gestione del denaro pubblico. Innanzitutto è bene ricordare come questi “bravi governanti” si siano resi protagonisti solo qualche mese fa di un ingiustificato quanto inopportuno aumento di stipendio (delibera n. 50 del 26 aprile 2017) unitamente allo spropositato incremento di disponibilità mensile della carta di credito istituzionale ad uso del sindaco (delibera n. 26 del 16 marzo 2017). Come non bastasse, in barba alle polemiche sollevatesi a mezzo stampa, l’amministrazione ha deliberato delle spese su cui vorremmo porre la vostra l’attenzione e che a nostro parere, al pari di quelle sopra menzionate, sono sconvenienti ed inadeguate. Ci riferiamo nello specifico a quelle relative all’Estate Nursina 2017 la cui gestione, come da determina n. 26 del 08 agosto 2017, è stata affidata alla Pro Nursia per un importo pari ad € 45.000,00 Ebbene, col rischio di apparire populisti, non possiamo che rimarcare come in un momento di straordinaria difficoltà, con enormi fette di popolazione senza casa e lavoro, costrette ad arrangiarsi autonomamente in attesa di un contributo che, nel migliori dei casi, e’ corrisposto con molti mesi di ritardo, c’è chi pensa di destinare un’ingente patrimonio per spettacoli di intrattenimento. L’ amministrazione Alemanno ha continuato, con o senza terremoti, ad elargire migliaia di euro alla Pro Nursia, associazione di cui ci eravamo già occupati in passato (leggere post Pro e contro Nursia) affidandole nel biennio 2014/2015 qualcosa come € 117.564,00 per poi proseguire durante tutto il 2016 con ulteriori € 42.500,00 (estate Nursina) € 3.000,00 (fioritura Castelluccio) € 7.000,00 (festeggiamenti San Benedetto) ed € 10.796,00 (festività natalizie). Conti alla mano la Pro Nursia tra il giugno 2014 e l’ agosto 2017 è risultata beneficiaria di complessivi € 225.860,00 Come non bastasse, attraverso la delibera n. 81 del 14 giugno u.s. Alemanno e soci hanno pensato bene di finanziare, per un importo pari ad € 6.700,00 un progetto denominato “MARKETING TERRITORIALE” (testualmente) volto a garantire una presenza capillare, dinamica, cross-mediale e multimediale, indirizzato ad un coinvolgimento migliore ed esteso del target effettivo e potenziale. Tutto chiaro no? Magari un giorno scopriremo, come già accaduto in precedenza (leggere post L’amico dell’amico) che dietro alla società beneficiaria del finanziamento, ovvero la IKTOME s.r.l. di Perugia, ci sarà qualche socio in affari del sindaco o di qualche altro amministratore? Staremo a vedere. Nuova Norcia Liberta’ e’...

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C.A.S. – Come Arrangiarsi Scaltramente

Posted by on 15 Lug, 2017 in All, Articoli, Flash, Sviluppo Economico | 2 comments

C.A.S. – Come Arrangiarsi Scaltramente

Con questo post vogliamo occuparci di un argomento estremamente attuale: il contributo di autonoma sistemazione. Sarebbe innanzitutto opportuno chiarire come il contributo di autonoma sistemazione non sia un risarcimento morale nei confronti delle popolazioni terremotate; al contrario esso rappresenta uno dei provvedimenti di sostegno nei confronti di quei “nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte, ovvero sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità”. Giova ricordare inoltre che “i benefici economici sono concessi a decorrere dalla data indicata nel provvedimento di sgombero dell’immobile e sino a che non si siano realizzate le condizioni per il rientro nell’abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità.” Fatte queste doverose premesse, cosi come sancito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile attraverso l’ordinanza n. 388 del 26 agosto 2016, passiamo ad un dato che probabilmente non tutti conoscono. Il comune di Norcia ha corrisposto dall’inizio dell’emergenza sino ad oggi ben 5.906.906,64 € di contributi ai cittadini che ne hanno fatto richiesta attraverso l’apposito modulo di autocertificazione. Senza voler polemizzare circa i criteri di priorita’ di erogazione (si poteva molto banalmente numerarle e liquidarle per ordine di ricezione, ma forse era troppo complicato…) vorremmo soffermare la nostra attenzione su due aspetti fondamentali: TITOLARITA’ al contributo e RESIDENZA. Partiamo da quest’ultimo. Che cos’e’ la residenza? E’ il luogo nel quale la persona ha la sua abituale dimora. Ciò significa che la residenza indica quel luogo nel quale l’individuo vive con una certa stabilità, non perpetua ma duratura, e nel quale ha l’intenzione di stabilire la propria abitazione. L’iscrizione anagrafica e lo status di residenza che né consegue, è regolata dall’art. 5 della legge 4/4/2012 n. 35 entrata in vigore il 9/5/2012 e viene effettuata attraverso la presentazione al Comune competente dalle dichiarazioni anagrafiche. Tali dichiarazioni vengono rese compilando una modulistica conforme a quella pubblicata sul sito internet del Ministero dell’Interno. L’ufficiale d’anagrafe nei due giorni successivi alla presentazione delle dichiarazioni, è tenuto alla loro registrazione. Successivamente, le autorità competenti, solitamente la Polizia Municipale, svolgono gli accertamenti nei 45 giorni successivi dalla data di presentazione delle dichiarazioni. Nel caso in cui, gli accertamenti diano esito negativo l’ufficiale di anagrafe, deve provvedere a darne comunicazioni all’interessato il quale ha 10 giorni di tempo per presentare per iscritto le proprie osservazioni corredate anche da documenti. Nel caso di mancato accoglimento delle osservazioni, l’ufficiale dovrà darne motivazione nel documento finale di rigetto in cui viene altresì comunicato il ripristino della posizione anagrafica precedente alla richiesta di iscrizione. Sulla base di quanto inequivocabilmente stabilito dalla legge, vorremmo confrontarci con i nostri lettori domandando se risulta loro che vi siano cittadini (magari vicini di casa) aventi lo status di residenti ma che in realta’ non vivono abitualmente nella dimora dichiarata? In caso di risposta positiva, perche’ si consente il perdurare di questa condotta fraudolenta? Veniamo ora al concetto di titolarita’ del contributo. Citando nuovamente l’O.C.D.P.C. 388 del 26 agosto 2016, hanno diritto all’autonoma sistemazione quei soggetti la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte, ovvero sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorita’. Ma siamo proprio certi che tutti i beneficiari dei mandati di pagamento versino in queste condizioni? E’ possibile che qualcuno recentemente rientrato nella propria abitazione poiche’ illesa, non abbia comunque usufruito di sostegni economici non dovuti? Ebbene, leggendo i quotidiani nei giorni scorsi, abbiamo appreso che il sindaco si congratula con la Guardia di Finanza la quale “con il suo attento e scrupoloso lavoro, sta effettuando controlli sulle liste...

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Flagellum Dei

Posted by on 1 Ago, 2016 in Agricoltura, All, Ambiente, Articoli, Flash, Sport, Sviluppo Economico, Turismo | 0 comments

Flagellum Dei

Non riusciamo realmente a comprendere cos’altro debba combinare l’amministrazione comunale nursina prima di essere dichiarata incapace di adempiere ai propri compiti dagli organi sovraordinati. Il tema che intendiamo trattare con il presente post è quello relativo al PAMS (piano azione mobilità sostenibile) unitamente alla nuova viabilità e alle aree di sosta temporanee sui piani di Castelluccio. Tutto ha avuto inizio attraverso la determina n. 53 del 30 dicembre 2014 (leggere post l’Amico dell’amico) attraverso la quale l’amministrazione Alemanno affidava direttamente, guarda caso proprio l’ultimo giorno dell’anno per € 39.500,00 (quando il tetto massimo per appalti senza gara ammonta ad € 40.000,00) l’incarico ad un socio in affari del primo cittadino tale Architetto Baldini “per effettuare il Quadro Strategico / Master Plan, riferito a possibili interventi da realizzarsi nell’area del Parco Nazionale dei Monti Sibillini necessari per la realizzazione di eventuali opere utili alla valorizzazione, all’accesso ed alla fruizione sostenibile del bacino di Castelluccio e, in particolare, del Piano Grande.” Tale progetto è stato propedeutico al PAMS approvato durante in Consiglio Comunale del 20 giugno ultimo scorso, occasione in cui il sindaco si è espresso in questi termini: “uno strumento di indirizzo e non di programmazione urbanistica che arriva dopo un anno di duro lavoro, fatto di riunioni con la Regione, il Parco, le Consulte, la comunità di Castelluccio, la Prefettura e le forze dell’ordine. I suoi obiettivi saranno di breve e lungo termine e consisteranno nel rendere compatibile la fruizione del piano di Castelluccio con le sue risorse ambientali e paesaggistiche, come pure nel ridurre le emissioni inquinanti dovute all’eccessivo traffico in alcuni periodi dell’anno e nei week-end. “ Unitamente al PAMS anzi, in attesa della concreta messa in opera di tutti i provvedimenti previsti, il sindaco ha diramato in data 21 giugno 2016 l’ordinanza n. 40 attraverso la quale individuava, adibendole a tale scopo, delle aree di sosta per autovetture ed autocaravan. In palese disaccordo verso tale atto intervenivano duramente il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Andrea Liberati ed alcune Associazioni Ambientaliste tra cui la Mountain Wilderness Italia ONLUS. Nell’ambito di tale diatriba mediatica il sindaco Alemanno ha testualmente definito paradossale l’intera vicenda apostrofando come strumentali le polemiche alimentate dai suoi oppositori. In un comunicato stampa diramato in data 08 luglio dichiarava: “tutti i servizi fino ad oggi messi in campo per garantire l’ordine pubblico e salvaguardare nel migliore dei modi il delicato sito ambientale di Castelluccio stanno funzionando perfettamente e ci stiamo adoperando per migliorarli maggiormente”. E per fortuna! E’ di qualche giorno fa la notizia che la Forestale di Norcia ha apposto i sigilli ai parcheggi sui piani di Castelluccio di Norcia. A deciderlo è stato il Commissario per gli Usi civici di Lazio, Umbria e Toscana, dopo l’udienza del 27 luglio 2016 (Leggi Sentenza). Ora, senza voler considerare il danno economico e d’immagine cui l’amministrazione ha condotto le attività commerciali operanti e l’intero territorio, ci sorgono spontanee alcune domande che vorremmo condividere con voi: 1) che fine hanno fatto i € 39.500,00 più I.V.A. generosamente elargiti alla Caire urbanistica per elaborare non si sa bene cosa? 2) attraverso l’ordinanza sindacale n. 40 la completa ed autonoma gestione dei parcheggi è stata arbitrariamente demandata all’associazione privata Pro Nursia. Abbiamo appreso altresì che i veicoli in sosta sono stati obbligati al pagamento di un pedaggio pari ad € 5,00 (se non andiamo errati) e che tale importo è stato direttamente introitato da preposti rappresentanti dell’associazione medesima. Ebbene, che fine hanno fatto dette somme? Ora che l’area è stata posta sotto sequestro e pertanto dichiarata abusiva, le somme corrisposte dagli ignari automobilisti non potrebbero essere classificate come...

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Quelli che…

Posted by on 3 Giu, 2016 in Agricoltura, All, Ambiente, Arte, Articoli, Cultura, Istruzione, Media, Salute, Sport, Sviluppo Economico, Turismo | 0 comments

Quelli che…

Quelli che a distanza di pochi giorni dalla propria elezione, affidano un incarico professionale al fratello di un assessore per complessivi 3.500,00 €uro (leggere post Ricominciamo) oh yeah; quelli che candidano un consigliere, risultato poi primo degli eletti, pur essendo incompatibile poiché debitore nei confronti dell’Ente da amministrare (leggere post Sesti Sensi) oh yeah; quelli che rinnovano il contratto di locazione per uso archivio comunale al coniuge di una dipendente alla modica cifra di 750,00 €uro mensili (leggere post Fermateli) oh yeah; quelli che incaricano la ditta del vice sindaco ed assessore all’urbanistica per eseguire i lavori di restauro della statua di San Benedetto sita nella medesima piazza (leggere post Sesti Sensi) oh yeah; quelli che pur essendo sindaco, mantengono ad interim la carica di responsabile dell’area finanziaria, fornendo pareri di regolarità contabile su impegni di spesa deliberati da una giunta comunale dallo stesso presieduta (leggere post l’Amico dell’amico) oh yeah; quelli che sbandierano ai quattro venti di prendere parte, grazie alla collaborazione col Teatro Manzoni di Milano, in modalità TOTALMENTE GRATUITA ad Expo 2016 salvo poi liquidare 25.000,00 €uro “per la promozione turistico culturale enogastronomica della Valnerina” al medesimo teatro attraverso la determina n. 178 del 11 novembre 2015 (leggere post Expo) oh yeah; quelli che erogano oltre 300.000,00 €uro in due anni, nonché delegano all’utilizzo autonomo e gratuito di fabbricati comunali, ad un’associazione privata i cui bilanci continuano a restare ignoti alla collettività che li alimenta (leggere post Pro e contro Nursia) oh yeah; quelli che affidano senza gara l’importo di 39.500,00 €uro oltre I.V.A. al socio in affari del sindaco per l’elaborazione di un piano urbanistico totalmente inutile (leggere post l’Amico dell’amico) oh yeah; quelli che subiscono il sequestro di un’ area vincolata per lavori non autorizzati ma dichiarano di non esserne proprietari (leggere post Sodoma) oh yeah; quelli che frazionano l’importo di circa 300.000,00 €uro per non rendere pubblica la gara e procedere all’affidamento diretto degli incarichi salvo poi revocare le determine in regime di autotutela tramite l’atto n. 31 del 08 aprile 2016 oh yeah; quelli che delegano la direzione artistica di una delle più importanti e longeve manifestazioni enogastronimiche del centro Italia a parenti di amministratori o dipendenti Asl, in totale assenza di atti pubblici (leggere post Mostra o Mostro) oh yeah; quelli che certificano il bilancio consuntivo indicando per l’anno 2015 quattro avanzi di gestione differenti e che approvano il preventivo 2016 facendolo quadrare grazie ad un importo di pura fantasia (leggere post Sbilanciati) oh yeah; quelli che hanno la fortuna di amministrare senza una benché minima OPPOSIZIONE che fa interrogazioni di facciata senza poi dare alcun seguito al proprio operato (leggere post Interroghiamoci) oh yeah; quelli che non capiamo bene quali Santi abbiano in paradiso, perché in un consesso appena normale risulterebbero commissariati già da diverso tempo oh yeah; quelli che magari gli organi preposti (Corte dei Conti, Guardia di Finanza, Prefettura, Procura della Repubblica) cominciano finalmente a muoversi con l’intento di ripristinare giustizia e legalità! Oh yeah. Nuova Norcia “Libertà è...

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Il metodo mafioso

Posted by on 30 Mag, 2016 in All, Flash | 0 comments

Il metodo mafioso

1) La forza di intimidazione del vincolo associativo … In altri termini, la forza di intimidazione del vincolo è requisito normativo che definisce una condizione oggettiva di concreta acquisizione da parte della compagine criminale di una sufficiente fama o notorietà di violenza e capacità di sopraffazione, idonea a incutere, anche ove non tradotta nell’esteriorizzazione di atti violenza, timore nei confronti di chiunque finisca per doversi rapportare a essa. L’associazione, dunque, deve avere acquisito una carica intimidatoria autonoma, indipendente dall’effettiva consumazione di specifici episodi di violenza o sopraffazione, ben nota nel tessuto sociale e territoriale in cui essa opera. In tale prospettiva, si è rilevato come, con le espressioni contenute nell’art. 416 bis, co. 3, c.p., «il legislatore abbia inteso riferirsi alla maggiore o minore capacità, propria di certe associazioni criminali, di incutere timore di per se stesse, sino ad estendere intorno a sé … un alone permanente di intimidazione diffusa, tale da mantenersi vivo anche a prescindere dai singoli atti intimidatori concreti posti in essere da questo o quell’associato … poiché ciò che conta è che … l’elemento della “forza intimidatrice” sia comunque desumibile aliunde da circostanze atte a dimostrare la capacità di incutere timore propria dell’associazione in quanto tale: una capacità ricollegabile alla “pubblica memoria” della sua pregressa attività sopraffattrice» (cfr. Turone, G., Il delitto di associazione mafiosa, Milano, 2008, 117 s.; Hess, H., Mafia, Bari, 1973, 78) … 2) La condizione di assoggettamento Come si è già accennato, effetto necessario della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo deve essere quello di produrre un significativo condizionamento nei confronti del tessuto sociale in cui il sodalizio opera. Il concetto normativo di assoggettamento concerne la rilevanza che l’entità associativa riveste al suo esterno ingenerando, in funzione della sua esistenza e pericolosità, «un comune sentire caratterizzato da soggezione di fronte alla forza prevaricatrice ed intimidatrice del gruppo» (cfr. Cass. pen., sez. I, 18.4.2012, n. 35627). Lo sfruttamento della carica intimidatrice del sodalizio deve rivelarsi, quindi, idoneo a influenzare in modo consistente e non occasionale la generalità dei consociati, cagionando sul territorio in cui tale sodalizio opera una situazione di sudditanza psicologica così rilevante da precludere un ordinario svolgersi delle comuni attività produttive, commerciali, imprenditoriali, economiche, politiche, ecc. (v. Cass. pen., sez. I, 23.4.2010, n. 29924). Non è, invero, sufficiente ai fini della configurabilità di un’associazione criminosa di cui all’art. 416 bis c.p. evocare il compimento di eventuali atti di violenza o sopraffazione, risultando indispensabile, perché la forza di intimidazione possa dirsi effettivamente esistente, che essa produca un dato fattuale concretamente realizzatosi, consistente nel requisito normativo della condizione di assoggettamento. 3) L’omertà Conseguenziale alla carica intimidatoria e al correlato condizionamento dell’ambiente esterno è l’omertà. Proprio lo sfruttamento della forza intimidatrice produce quale necessaria conseguenza esterna le condizioni specifiche di assoggettamento e di omertà funzionali alla realizzazione degli scopi propri del sodalizio. L’omertà, come concetto normativo, finisce per consistere in una piena accettazione delle regole di soggezione e non collaborazione, così capillarmente diffuso da non riguardare il singolo, bensì il tessuto sociale in cui l’organizzazione sia riuscita a infiltrarsi. In termini strettamente giuridici il significato di omertà può essere definito come un vero e proprio rifiuto a collaborare con gli organi dello Stato, scaturente dal timore (rectius, paura) nei confronti della consorteria criminale. Come si è opportunamente affermato, «è necessario che tale rifiuto non sia dettato da motivi contingenti, non abbia un carattere episodico ed occasionale (altrimenti sarebbe omertà qualsiasi comportamento reticente), non trovi una sua spiegazione esauriente sul piano processuale (altrimenti sarebbe omertoso qualsiasi imputato che mentisse per difendersi), non sia dovuto ad un interesse personale (altrimenti sarebbe omertoso chiunque mirasse...

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