Come anticipato nel nostro precedente post “Nero Norcia”, abbiamo iniziato ad interessarci al tema dibattuto e controverso, che ormai da anni si protrae senza soluzione alcuna, ovvero il contrasto tra Rafting Umbria e la S.E.I.C.A. Srl.

Andiamo di seguito a pubblicare un documento che abbiamo reperito nei giorni scorsi (a firma della responsabile di Rafting Umbria) ed indirizzato agli operatori del turismo, del commercio, dell’agroalimentare, dell’artigianato e dei servizi della Valnerina e dell’Umbria, nonché ai gruppi consiliari del comune di Norcia.

Relativamente ai primi, riteniamo che la firmataria della missiva non abbia nulla “da temere” (ci passi il termine) poiché l’attività sportiva praticata lungo il fiume Corno rappresenta ormai, per tutti coloro che vivono di turismo, una risorsa notevole.

In merito ai secondi invece (gruppi consiliari e amministratori) cominciamo a nutrire più di un dubbio visto il totale immobilismo dimostrato nel corso degli anni e visti i rapporti di collaborazione col Sig. Rossi Nicola, amministratore della S.E.I.C.A. Srl, che hanno portato nel corso dell’ultima Mostra Mercato addirittura all’apposizione di una vasca con tanto di trote al proprio interno ai piedi della statua di San Benedetto.

Certo, è singolare che il sindaco invece di intervenire e risolvere la diatriba, incentivi questo clima da far west nel quale ogni singolo cittadino si fa o dovrebbe farsi giustizia da solo attuando iniziative arbitrarie ed estemporanee.

Consentiteci, affinché tutti possano avere una visione più chiara, di allegare al presente post un documento che riassume sinteticamente la normativa vigente in tema di DEMANIO IDRICO. Augurandovi una buona lettura, speriamo che l’amministrazione comunale si attivi per dare risposte concrete ai diretti interessati.

“Il giorno 30 marzo 2013 abbiamo fatto la nostra prima discesa in rafting con 4 turisti sul fiume Corno; poiché la proprietà dell’allevamento di trote di Biselli ha arato il terreno eliminando la strada che permetteva l’abituale uscita dal fiume, siamo stati costretti a passare davanti all’ingresso dell’allevamento per far salire i clienti sui furgoni.

Ma un dipendente della troticoltura è uscito e ci ha detto che lì non possiamo passare, perché è proprietà privata. E’ da rimarcare che l’uscita dal fiume a Biselli è obbligatoria in quanto l’allevamento devia l’acqua nelle sue vasche e rende impossibile navigare.

Insomma, l’allevamento da una parte blocca la navigazione del fiume e dall’altra l’uscita: immaginate cosa possono aver pensato i turisti che accompagnavamo?

Inoltre, la strada che è stata cancellata esiste almeno da 25 anni, come dimostra l’allegata aerofotografia del 1988 (posta a confronto con una del 2008) e ciò configura una servitù di passaggio pubblico ineliminabile.

Al di là degli aspetti legali, invitiamo tutti ad adoperarsi per trovare una soluzione definitiva ad una situazione che è ormai diventata insostenibile; l’obiettivo deve essere quello di una soluzione che renda compatibile l’attività dell’allevamento con il resto dell’economia del territorio legata al turismo, ripristinando la strada di accesso ed uscita dal fiume e la piena navigabilità del tratto a cui l’allevamento sottrae l’acqua.”

Cristina Innocenzi
Rafting Umbria

 

Nuova Norcia

“Libertà è partecipazione”

Allegati

Aerofoto tratto fiume

Demanio Idrico